Montalto Maria – Psicoterapeuta

Che cos’è dunque la malattia

Essere malato vuol veramente dire per l’uomo vivere un’altra vita, anche nel senso biologico della parola.

La malattia, ad es.,del rene, non è del rene, ma dell’organismo le cui funzioni sono cambiate. La malattia differisce dallo stato di salute come una qualità dall’altra, sia per presenza o assenza di un principio definito, sia per riassestamento della totalità organica.

Il sintomo e la malattia, nella visione psicosomatica, divengono un’evento centrale nella storia della persona, e spesso sono le uniche parti di essa in grado di raccontare un sottostante accadimento esistenziale.

Ecco perché spesso il malato resiste a liberarsene Potrebbe viverli e comunicarli in altro modo? Saprebbe farlo?

Gli”errori” del corpo sono la via di transito lungo cui scorre il cambiamento, la crescita dell’individuo, la trasformazione della specie, il cammino della filogenesi.

Ridurli a “sbagli da estirpare” equivale a chiudere una porta in faccia alla vita.

L’unità psicofisica dell’individuo è un sistema aperto: deve mantenere un flusso continuo di scambi di materia, energia, di informazione con l’ambiente, perché possa rimanere in vita. E’ in uno stato di equilibrio dinamico.

Se pensiamo alla malattia come a una fase di adattamento comprendiamo quanto sia essenziale la sua esistenza: rappresenta un “momento flessibile” in cui la salute si ridisegna verso un nuovo equilibrio.

Per questo bisogna essere capaci anche di ammalarsi.

Nietzsche: “la malattia mi sciolse lentamente da questi legami, mi risparmiò ogni rottura. Non fui privato di nessuna benevolenza, anzi, ne acquistai di più. Intanto la malattia mi diedi dritto al capovolgimento completo delle mie abitudini. Mi concesse, mi comandò di dimenticare. Mi fece il regalo di obbligarmi all’immobilità, all’ozio, all’attesa, alla pazienza.”

Schwaller de Lubicz: “le malattie sono confessioni dell’anima.”

Mitscherlich: “la malattia non è mai qualcosa di fortuito che agisce in maniera anonima. E’ una possibilità di reazione che si presenta all’individuo quando si trova in quella che gli appare una situazione senza via d’uscita.”

GUARIRE: Nessuna guarigione è un ritorno allo stato precedente delle cose, all'”innocenza biologica”.

Guarire significa darsi nuove norme di vita talvolta superiori alle precedenti.

L’evoluzione non ha estinto la possibilità di ammalarsi proprio per questo: perché la malattia è utile, è il motore della crescita e dell’evoluzione della coscienza. L’umanità non può fare a meno della malattia. Perciò più che essere combattute, le malattie andrebbero “accompagnate”.

La tecnica medica dovrebbe inserirsi nel processo di imitazione dell’azione naturale (vis medicatrix naturae). Imitare non è solamente copiare un’apparenza, ma prolungare un movimento intimo (Canguilhem).

 

 

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