QUANTO E’ IMPORTANTE PER TE CONOSCERE LE DINAMICHE LEGATE ALLA TUA NASCITA!

Ti ricordi qualcosa della tua stessa nascita?

Probabilmente mi dirai di no, ma sappi che nelle tue movenze e nel tuo modo di affrontare la vita c’è moltissimo della tua nascita, anzi, stiamo tutti vivendo in base a come siamo venuti al mondo.

Il tipo di parto che insieme a nostra madre abbiamo vissuto, il modo in cui siamo stati accolti da un perfetto estraneo che per primo/a ci ha presi fra le mani (ostetrica/o infermiera/e, quasi mai si tratta della madre), il trattamento di ripulitura dopo la nascita, la possibilità di stare a contatto con la nostra mamma piuttosto che essere stati portati da lei dopo alcune ore; tutti questi aspetti, insieme al tipo di accudimento prossimale ricevuto, avranno segnato la nostra impronta e la nostra vita futura.

Sulla base delle nostre esperienze di nascita abbiamo edificato il carattere, le relazioni, le abitudini, la nostra vita professionale e soprattutto il nostro modo di essere genitori!

Il tipo di rapporto che instauriamo con i nostri bambini affonda le sue radici nelle nostre esperienze precoci e l’immagine che abbiamo di esso rispecchia in larga misura le nostre memorie regresse; se queste sono state distorte e non siamo in grado di riconoscerle, diventerà probabilmente gioco-forza trasferirle inconsciamente su di essi.

Riconoscere gli schemi di nascita che ci governano come adulti, può favorire il nostro diventare genitori ed un’approfondimento del rapporto con i nostri figli.

Sentirti pronta/o, per esempio, ad accogliere consapevolmente un pianto di memoria del tuo neonato può diventare consolatorio anche per te, mamma e papà, oltre che rassicurante per il tuo piccolo!

Possiamo parlarne e risolvere subito alcune difficoltà che ti impediscono di vivere serenamente il rapporto con il tuo bambino e con la tua famiglia.

Una terapeuta neonatale non lavora solo con i neonati, ma anche e sempre con i genitori e adulti in genere; altrimenti come faremmo a migliorare la vita dei nostri futuri campioni?

Dobbiamo tenere presente che i bambini risuonano con la loro figura di riferimento, sempre!

Sostegno Neonatale Lorena

Traldi Lorena.

Operatrice Olistica e per l’Infanzia

IL LINGUAGGIO CORPORALE DEI NEONATI

Mi sentirete spesso parlare di come il bambino sia in grado di ricordare la sua nascita e di reclamare quei passaggi che, a seguito di un parto difficoltoso, magari medicalizzato o con un cesareo, non abbia potuto attraversare o siano stati magari interrotti.

Dentro al neonato avviene una sorta di memorizzazione di quello che deve fare per nascere; i movimenti, le spinte, il girarsi a spirale ed anche tutte le eventuali difficoltà che potrebbe incontrare insieme alla mamma. La nascita è un fatto del tutto privato fra madre e figlio, perché solo ascoltandosi a vicenda, possono recuperare o integrare la loro esperienza. Purtroppo, a causa dello stress e della mancanza di sostegno per la madre, spesso questo aspetto viene sottovalutato, con dirette conseguenze sul tipo di attaccamento e sul carattere del bambino.

Quest’estate, a Bristol (UK), si è svolta una conferenza fra i maggiori esponenti internazionali nel campo emergente dell’osservazione del neonato e delle sue esperienze di nascita.
http://babyconference.co.uk/conference-talks/

Ecco l’importanza, per i genitori e per chiunque lavori con l’infanzia, di riconoscere che il neonato è un essere senziente come ogni essere umano, in grado di “ricordare” le sue esperienze già dal concepimento, che ha bisogno di essere riconosciuto in questo e che si aspetta un aiuto per integrarsi con i suoi simili e nelle relazioni.

Mi sono molto impegnata nel creare collaborazioni con asili nido e personale medico per la diffusione di queste conoscenze , attraverso presentazioni, webinar e dirette online, sugli argomenti della sfera neonatale, in diverse parti del Nord Italia.

Partiranno a breve degli incontri in Sicilia. Vi terrò informati

Un caro saluto

Lorena Traldi – Terapeuta Neonatale

Traldi Lorena.

Operatrice Olistica e per l’Infanzia

lorenatraldi@gmail.com

“Le nostre esperienze precoci influenzano ogni nostro atteggiamento istintivo e senza rendercene conto vi facciamo affidamento, per edificare la nostra vita.”

Bellissimo articolo di Lorena Traldi ,Terapeuta Neonatale e Operatrice Olistica certificata. Buona lettura 

QUANTO E COME INFLUISCE LA NOSTRA NASCITA SULLA NOSTRA VITA DA ADULTI

INTRODUZIONE AL VIAGGIO CHE MODELLA LA VITA: LA NASCITA

Eccomi qui per te; ti chiederai perché sono qui a parlarti della nascita, e perché mai dovresti leggere ciò che sto scrivendo.

In realtà, caro lettore, io sono l’esempio classico di come la mia stessa gestazione, nascita e accudimento prossimale, abbiano influenzato la mia vita da adulta; per questo motivo so quanto sia difficile a volte far emergere il nostro vero e autentico potenziale, so perché alcune parti del corpo sembra che non vogliano seguirci nei nostri progetti e so anche perché spesso i nostri progetti vanno a farsi friggere!

Passo per passo voglio raccontartela, la mia storia, perché potrebbe essere anche la tua storia.

Proprio a seguito delle mie esperienze precoci ho deciso di dedicarmi ai neonati, ai loro genitori e agli adulti in genere, cercando di portare consapevolezza nell’ascolto del nostro corpo e delle nostre sensazioni, di quanto tutto ciò che ci accade in origine possa modellare la nostra vita facendoci credere che siamo fatti così come siamo e basta. Invece no, noi siamo molto altro e spesso non abbiamo nulla a che fare con ciò che ci sembra invece così scontato!

Devo precisarti, caro lettore, che per dedicarmi a te e sostenerti in questa esplorazione così personale di te stesso (e ammesso che tu abbia voglia di farlo), ho seguito io per prima un percorso formativo ed esplorativo di me stessa, chiarendomi per bene perché fossi così infallibile nel capitare sempre negli stessi schemi di vita, che peraltro non portavano mai a nulla di buono. Dedicandomi a me stessa e all’esplorazione delle mie esperienze precoci mi resi conto che quegli schemi mi hanno sempre salvato dalla deriva, ma erano solo un mero tentativo di tamponare un grande vuoto lasciato dall’ignoranza di mia madre, impegnata anch’essa a difendersi dalle sue stesse paure, che mi ha trasferito inconsapevolmente e che mi inducevano ad avere pensieri autolimitanti.

Le nostre esperienze precoci influenzano ogni nostro atteggiamento istintivo e senza rendercene conto vi facciamo affidamento, per edificare la nostra vita.

In base a come siamo venuti al mondo e alle fatiche che abbiamo dovuto affrontare, al tipo di parto che ci hanno consentito di avere e ai toni emozionali che ci hanno accompagnato, noi rimettiamo in scena da subito dopo la nascita tutte le nostre esperienze, aspettandoci di essere visti, riconosciuti, identificati come esseri umani in grado di fare esperienza di tutto e come tali, con il bisogno di poterle raccontare di fronte ad un ascolto empatico.

Istintivamente e senza ragionarci sopra (come un neonato, appunto) ci aspettiamo di essere sostenuti nell’integrazione di ogni nostra esperienza perché ne abbiamo bisogno per costruire la nostra identità e ci aspettiamo di essere accettati in modo incondizionato, altrimenti la vita stessa si ribella e grida a gran voce (come un neonato, appunto, e tanto ci sarebbe da dire sui pianti inconsolabili di un neonato!).

La nostra capacità di adulti di vivere la nostra vita in modo incondizionato e libero da preconcetti inizia proprio da embrioni, quando la madre che porta in grembo il suo bambino lo accoglie in maniera incondizionata e libera da aspettative.
Quando la madre può sentire dentro di sé la libertà e la gioiosa responsabilità di crescere e dare vita ad una altra vita, che non le appartiene ma che dipende totalmente da lei per potersi esprimere, sta donando al suo bambino due strumenti fondamentali per orientarsi nel mondo: la fiducia e la resilienza!

Della fiducia e della resilienza, questi due strumenti così importanti per il nostro equilibrio psicofisico, ma prima ancora per il feto e poi per il neonato, parleremo in modo più approfondito nella prossima puntata.

Vi sto proponendo un viaggio fantastico e sorprendente!!!

Lorena Traldi
https://www.facebook.com/lorenaneonatale/?ref=page_internal

Yoga Thai (Ruesri Dat Ton) > Esercizio

Video esercizio

Quest’esercizio nella sua semplicità ha una sua complessità; a partire da una respirazione profonda e lenta si agisce su varie parti del corpo :

  • Movimentazione delle scapole
  • Torsione della parte del corpo con la gamba distesa; infatti se si mette il piede a martello si allungano i tessuti posteriori del corpo, e questo si combina con la torsione del bacino – parte destra verso sinistra,infatti qui vi è un fulcro (“fermo”) nella zona destra del bacino.
  • apertura ginocchia ,gomiti, spalle

***

Questa descrizione evidenzia i movimenti principali, fermo restando che comunque l’intero corpo è movimentato, compreso il sistema nervoso. Diviene un automassaggio generale

La Forza Vitale che ci sostiene (Motilità e Mobilità)

“Tutte le parti di tutto il corpo obbediscono all’unica legge eterna della vita e del movimento”.

Andrew Taylor Still

L’immagine è significativa nella sua semplicità. Credo possa comunicare il movimento del nostro corpo che ci sostiene continuamente.

La prima e la seconda figura si riferiscono alla fase della inspirazione:

– il corpo si estende da parte destra a parte sinistra

– si restringe da davanti a dietro

– si accorcia da cima a fondo

– gli arti ruotano verso l’esterno

La terza e la quarta figura si riferiscono alla fase dell’espirazione:

– il corpo si restringe da parte destra a parte sinistra

– si allarga da davanti a dietro

– si allunga da cima a fondo

– gli arti ruotano verso l’interno

Questi movimenti rappresentano il ritmo insito nella nostra fisiologia corporea. Il principio che muove è il liquor (liquido cerebro – spinale), che fluisce continuamente tra l’encefalo e la colonna vertebrale. Questo fluire dà a sua volta ritmo all’intero corpo. E’ la nostra forza vitale, che può essere espressa pienamente o parzialmente. Pienamente quando siamo rilassati e quindi ne beneficia ogni parte del corpo. Parzialmente quando alcune parti del corpo hanno restrizioni di movimento per le cause più varie (traumi fisici o emotivi,per esempio).

E’ vero che vi è questo movimento cranio-sacrale lungo la nostra linea mediana,e che influenza l’intero corpo. E’ altresì vero che ogni nostra cellula ha una sua indivduale Forza Vitale che la fa muovere (motilità), forza che si coordina con quella di altre cellule, nell’organizzazione con i tessuti, organi, apparati. Infatti le cellule comunicano fra loro (per esempio emettendo onde di luce).

La magia del movimento : il nostro muoverci ogni giorno deriva dalla motilità di ogni cellula che si coordina con altre cellule, nella mobilità generale dell’intero corpo.

Salvatore Di Mattia

Yoga Thailandese – Esercizio

Il video mostra un esercizio che porta la persona in una posizione finale nella quale vi è una notevole apertura della cerniera lombo – sacrale e allungamento della colonna.
È molto interessante notare l’esecuzione dell’esercizio :
Inspirando porto le mani sú con polsi piegati ,segue un’espirazione.
Poi inspirando vado verso giú :
La testa morbidamente lascio andare;
Le braccia allungate contribuiscono ad allungare la colonna;
Mentre vado giú il piede posto dietro alza il tallone,ciò permette di agire su articolazione sacro/iliaca;
Agisco anche sulle articolazioni dei polsi;
Le gambe, entrambe, hanno una loro tensione che aiuta la vibrazione, dovuta alla motilità “intrinseca” del tessuto.

La postura finale prevede un trattenere la respirazione qualche secondo.

Infine vi sarà il ritorno alla posizione originaria lentamente e respirando regolarmente: piedi paralleli,la colonna viene srotolata un pò alla volta dal pube fino alla testa,che viene raddrizzata solo alla fine.

L’osteopata “John McMillan Mennel” scrive :
“Il sistema muscoloscheletrico ha due funzioni egualmente importanti, la prima delle quali è rappresentata dal movimento, la seconda dal sostegno (o contenimento). La parte piú essenziale della funzione del movimento è costituita,forse, dal fatto che la sua assenza è associata con la morte. Quando il movimento diviene sempre più menomato, le funzioni dell’organismo che il sistema muscoloscheletrico è destinato a contenere non possono essere mantenute,e pertanto anche queste altre strutture diventano disfunzionali. Ciò contribuisce di per sè alla perdita definitiva delle funzioni degli apparati contenuti,e può persino affrettarla”.
(La terapia dei trigger point per il trattamento del dolore muscolare – Donna e Steven Finando – edizioni mediterranee, pagg.25-26).

Riporto la suddetta descrizione per dare grande importanza al movimento, che è fondamentale per vivere bene. Il movimento deve muovere quanto piú possibile ogni parte del corpo.

Il video mostra come sia vario questo esercizio.
Naturalmente lo yoga thailandese prevede tanti altri esercizi.
Buona lettura e visione
Salvatore Di Mattia

video esercizio

 

La base del cranio – L’osso occipitale

Per un’ “ascolto” del cranio e della Respirazione Primaria,oggi scelgo di approcciarmi all’osso occipitale, facente parte della “base” del cranio.

Il contatto con le mani non avviene subito, ma prima ascolto me stesso, poi mi oriento alla persona ricevente, come se volessi volgere il mio “sguardo” verso un orizzonte più ampio.

In quanto operatore craniosacrale sto nel campo energetico che emano ed in quello emanato dal ricevente.

Dopo la percezione di questa relazione tra campi,inizio il contatto dell’occipite,lentamente e dolcemente: questo contatto potrebbe rivelare tutto quanto collegato a quest’osso; ciò accade man mano che il ricevente si affida e si rilassa. Si crea una comunicazione.

Io mi approfondisco nella mia quiete e sto nell’ascolto. Le mie mani si rilassano sempre più,insieme all’intera mia persona, che così trasmette tranquillità. Così L’occipite della persona distesa sul lettino si rilassa ed è come se si aprisse un’ampia finestra dalla quale poter “vedere” il movimento di altre strutture: le membrane meningee, il cervello,il cervelletto, per citarne alcune tra le più immediate.

Si approfondisce la quiete, la comunicazione è più profonda. Si può sentire il movimento di altre parti che danzano nel movimento insieme all’occipite: l’osso sfenoide,le ossa temporali e parietali, il viso; ognuna con il “suo” movimento trasmesso dal fluire intrinseco del liquor, con la sua vitale Potenza.

Altresì posso sentire il movimento del collo, importante zona adiacente all’osso occipitale e ponte verso il resto del corpo. Con lo sguardo sempre più ampio posso sentire l’intera persona. Così potrò ascoltare zone dove la respirazione primaria fluisce fisiologicamente come un onda e altre zone il cui flusso è diverso, non è nell’onda. Ogni struttura si adatta a modo suo alla nostra vita quotidiana.

Ma nella pausa del trattamento il corpo può ri-assestarsi con la sua saggezza.

Secondo il mio sentire, il sacro abbisogna di un contatto più immediato e vicino. Così mi sposto e lentamente avvicino le mani per un dialogo con quest’osso, intimamente collegato all’occipite tramite la colonna vertebrale e le meningi interne. Infine vado all’ascolto del “collegamento centrale” ,cosi chiamato quello tra occipite e sacro; ed in effetti è la linea centrale del nostro corpo. Le mani è come se formassero una culla,dove l’onda si adagia e fluisce con la sua bellezza e fa muovere bene l’intera persona.

E’ molto bello notare come in questo ampio ascolto il corpo avvia una integrazione complessiva pur avendo iniziato il contatto più immediato da una sola parte, l’occipite. Tutto è collegato. Sono in un viaggio nell’anatomia vivente della persona.

Dalla descrizione si nota la complessità di tale osso, in quanto collegato:

– alle ossa parietali

– alle ossa temporali

– all’osso sfenoide

– alle membrane meningee

– col collo

– con l’osso sacro con il quale forma un collegamento diretto grazie alla dura madre spinale.

Per citare le parti più immediate, ma che lo collegano al resto.

Salvatore Di Mattia

Medicina Tradizionale Thailandese – il massaggio

Nuad Bo Rarn (massaggio thailandese)

Sono parte integrante della medicina tradizionale thailandese :

– Le cure della persona, secondo la visione olistica, con l’impiego di prodotti a base di erbe officinali secondo la tradizione tramandata oralmente nel tempo;

– Il Nuad Bo Rarn, un trattamento manuale al fine di promuovere il benessere ed il rilassamento, nonché alleviare efficacemente i disturbi e i dolori;

– il Ruesri Dat Ton o esercizi di stretching (Yoga Thai), usati per preservare o migliorare la salute.

Il massaggio thailandese o thai massage (come viene altresì chiamato il nuad bo rarn) indica l’insieme di quei trattamenti il cui lavoro è eseguito lungo precise linee energetiche dette “Sen”, con la finalità di bilanciare, quindi riequilibrare il sistema energetico del nostro corpo.

I thailandesi attribuiscono la nascita del massaggio al dottor Shivago, amico personale e discepolo del Buddha, ancora oggi venerato in tutta la Thailandia.

Le Sen sono linee energetiche che attraversano il nostro corpo. Si tratta di milioni di piccolissimi “canali” d’acqua ionizzata dove passano informazioni tramite le quali le cellule comunicano fra loro. Pertanto meglio scorre l’acqua, meglio avviene questa comunicazione. Ciò è fondamentale per l’omeostasi,cioè la nostra capacità di mantenere un equilibrio interno, nonchè esterno (il nostro comportamento), al variare di condizioni esterne o interne.

Col passare del tempo sono stati creati vari stili di massaggio:

– lo stile del Nord: utilizza principalmente manovre di allungamento e posizioni di yoga, pur essendo presenti, naturalmente, le pressioni lungo le linee energetiche. Fa riferimento alla città di Chiang Mai

– lo stile del Sud : invece utilizza maggiormente le pressioni lungo le Sen, integrando con manovre di allungamento. Fa riferimento alla città di Bangkok

– Il Lanna style: sono tecniche di antichissime tradizioni rurali, che utilizzano piccoli attrezzi in leg no,foglie,corna e denti di animali, abbinati allo stile del Nord. Fa riferiemento alle province del Nord.

Il principio rimane quello di trattare il corpo ed ll suo sistema energetico.

Le pressioni hanno l’effetto di far respirare il corpo in ogni parte. Il premere e rilasciare assomiglia ad una respirazione (contrazione e ampliamento). Gli allungamenti portano una distensione di tutte le strutture . E’ un effetto di apertura nei vari punti di accesso del corpo: sopra e sotto,destra e sinistra,dietro e avanti. Ciò perchè il trattamento tratta il corpo in generale. Il massaggio crea un complessivo abbraccio che apre e fa respirare meglio l’intera persona.

Salvatore Di Mattia

La volta craniale – le ossa parietali

Le ossa parietali sono strutture pari che costituiscono gran parte della volta craniale.

Ciascun osso parietale si articola:

– medialmente con l’osso gemello,tramite la sutura sagittale;

– anteriormente con ossa frontale e sfenoide;

– lateralmente con osso temporale;

– posteriormente con osso occipitale.

Quindi il suo movimento influenza il movimento delle ossa vicine e ne è influenzato.

Facendo un viaggio all’interno dell’encefalo:

– sotto la sutura sagittale decorre il seno sagittale superiore;

– ancor più internamente troviamo la falce cerebrale (dura madre);

– ai lati della falce ci sono i 2 emisferi cerebrali,nello specifico i lobi parietali.

Il seno sagittale superiore contribuisce al ritorno del sangue venoso nel circolo ematico e,quindi, del liquor stesso tramite le granulazioni del Pacchioni,che derivano dall’aracnoide; queste ultime portano il liquor “da ripulire” nel seno e da qui andrà nel circolo ematico. Il “liquor” è un liquido che protegge il tessuto nervoso,lo nutre e ne raccoglie gli scarti metabolici.

La falce cerebrale divide i 2 emisferi cerebrali, ed è un tessuto connettivo che partecipa al movimento dell’intero sistema “cranio-sacro”.

I lobi parietali hanno loro funzioni specifiche. Per esempio la corteccia somestesica primaria, che sovrintende alla sensibilità tattile,di pressione e dolore del corpo si trova in questo lobo. Qui si trova anche la nostra propriocezione, cioè la percezione di come sta il nostro corpo, anche interno: postura,organi ,muscoli..

Il movimento non fisiologico di queste ossa può portare: ad un drenaggio insufficiente del sangue del cervello, ad una pressione eccessiva intracranica,a condizionare il movimento delle altre ossa craniche,per esempio.

Abbiamo fatto questo breve e affascinante viaggio tra le ossa parietali e ciò che ad esse è collegato, ma non dimentichiamo che il corpo è un’Unità nella quale ogni parte collabora con il resto. Ciò riguarda anche le ossa parietali.

L’operatore craniosacrale “ascolta” questa parte del cranio ma la sua visione, il suo “sentire”,deve andare oltre, cioé all’intero corpo.

Quindi ascoltiamo le ossa parietali, ma il loro “stress” può dipendere anche da zone lontane ,che andremo altresì ad ascoltare con la quiete che possiamo trasmettere.

Fondamenenti di quest’arte, secondo Rollin Becker (allievo di W.G. Sutherland),sono :

– cercare

– rilassare

– riorganizzare

L’ascolto ci porta a trovare le parti dove non vi è un ritmo fisiologico, la quiete trasmessa col contatto permetterà al corpo di riorganizzarsi secondo i suoi ritmi (bio – dinamici).

Prima del contatto di ascolto, vi è la creazione di un campo di relazione: l’operatore inizia ad ascoltare sé stesso, la sua quiete, i suoi ritmi. Solo dopo questa prima fase si orienta verso il ricevente, il quale si affida a questa relazione e alla quiete. Dopo la saggezza corporea si riorganizzerà.

Salvatore Di Mattia

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