La Forza Vitale che ci sostiene (Motilità e Mobilità)

“Tutte le parti di tutto il corpo obbediscono all’unica legge eterna della vita e del movimento”.

Andrew Taylor Still

L’immagine è significativa nella sua semplicità. Credo possa comunicare il movimento del nostro corpo che ci sostiene continuamente.

La prima e la seconda figura si riferiscono alla fase della inspirazione:

– il corpo si estende da parte destra a parte sinistra

– si restringe da davanti a dietro

– si accorcia da cima a fondo

– gli arti ruotano verso l’esterno

La terza e la quarta figura si riferiscono alla fase dell’espirazione:

– il corpo si restringe da parte destra a parte sinistra

– si allarga da davanti a dietro

– si allunga da cima a fondo

– gli arti ruotano verso l’interno

Questi movimenti rappresentano il ritmo insito nella nostra fisiologia corporea. Il principio che muove è il liquor (liquido cerebro – spinale), che fluisce continuamente tra l’encefalo e la colonna vertebrale. Questo fluire dà a sua volta ritmo all’intero corpo. E’ la nostra forza vitale, che può essere espressa pienamente o parzialmente. Pienamente quando siamo rilassati e quindi ne beneficia ogni parte del corpo. Parzialmente quando alcune parti del corpo hanno restrizioni di movimento per le cause più varie (traumi fisici o emotivi,per esempio).

E’ vero che vi è questo movimento cranio-sacrale lungo la nostra linea mediana,e che influenza l’intero corpo. E’ altresì vero che ogni nostra cellula ha una sua indivduale Forza Vitale che la fa muovere (motilità), forza che si coordina con quella di altre cellule, nell’organizzazione con i tessuti, organi, apparati. Infatti le cellule comunicano fra loro (per esempio emettendo onde di luce).

La magia del movimento : il nostro muoverci ogni giorno deriva dalla motilità di ogni cellula che si coordina con altre cellule, nella mobilità generale dell’intero corpo.

Salvatore Di Mattia

Yoga Thailandese – Esercizio

Il video mostra un esercizio che porta la persona in una posizione finale nella quale vi è una notevole apertura della cerniera lombo – sacrale e allungamento della colonna.
È molto interessante notare l’esecuzione dell’esercizio :
Inspirando porto le mani sú con polsi piegati ,segue un’espirazione.
Poi inspirando vado verso giú :
La testa morbidamente lascio andare;
Le braccia allungate contribuiscono ad allungare la colonna;
Mentre vado giú il piede posto dietro alza il tallone,ciò permette di agire su articolazione sacro/iliaca;
Agisco anche sulle articolazioni dei polsi;
Le gambe, entrambe, hanno una loro tensione che aiuta la vibrazione, dovuta alla motilità “intrinseca” del tessuto.

La postura finale prevede un trattenere la respirazione qualche secondo.

Infine vi sarà il ritorno alla posizione originaria lentamente e respirando regolarmente: piedi paralleli,la colonna viene srotolata un pò alla volta dal pube fino alla testa,che viene raddrizzata solo alla fine.

L’osteopata “John McMillan Mennel” scrive :
“Il sistema muscoloscheletrico ha due funzioni egualmente importanti, la prima delle quali è rappresentata dal movimento, la seconda dal sostegno (o contenimento). La parte piú essenziale della funzione del movimento è costituita,forse, dal fatto che la sua assenza è associata con la morte. Quando il movimento diviene sempre più menomato, le funzioni dell’organismo che il sistema muscoloscheletrico è destinato a contenere non possono essere mantenute,e pertanto anche queste altre strutture diventano disfunzionali. Ciò contribuisce di per sè alla perdita definitiva delle funzioni degli apparati contenuti,e può persino affrettarla”.
(La terapia dei trigger point per il trattamento del dolore muscolare – Donna e Steven Finando – edizioni mediterranee, pagg.25-26).

Riporto la suddetta descrizione per dare grande importanza al movimento, che è fondamentale per vivere bene. Il movimento deve muovere quanto piú possibile ogni parte del corpo.

Il video mostra come sia vario questo esercizio.
Naturalmente lo yoga thailandese prevede tanti altri esercizi.
Buona lettura e visione
Salvatore Di Mattia

video esercizio

 

La base del cranio – L’osso occipitale

Per un’ “ascolto” del cranio e della Respirazione Primaria,oggi scelgo di approcciarmi all’osso occipitale, facente parte della “base” del cranio.

Il contatto con le mani non avviene subito, ma prima ascolto me stesso, poi mi oriento alla persona ricevente, come se volessi volgere il mio “sguardo” verso un orizzonte più ampio.

In quanto operatore craniosacrale sto nel campo energetico che emano ed in quello emanato dal ricevente.

Dopo la percezione di questa relazione tra campi,inizio il contatto dell’occipite,lentamente e dolcemente: questo contatto potrebbe rivelare tutto quanto collegato a quest’osso; ciò accade man mano che il ricevente si affida e si rilassa. Si crea una comunicazione.

Io mi approfondisco nella mia quiete e sto nell’ascolto. Le mie mani si rilassano sempre più,insieme all’intera mia persona, che così trasmette tranquillità. Così L’occipite della persona distesa sul lettino si rilassa ed è come se si aprisse un’ampia finestra dalla quale poter “vedere” il movimento di altre strutture: le membrane meningee, il cervello,il cervelletto, per citarne alcune tra le più immediate.

Si approfondisce la quiete, la comunicazione è più profonda. Si può sentire il movimento di altre parti che danzano nel movimento insieme all’occipite: l’osso sfenoide,le ossa temporali e parietali, il viso; ognuna con il “suo” movimento trasmesso dal fluire intrinseco del liquor, con la sua vitale Potenza.

Altresì posso sentire il movimento del collo, importante zona adiacente all’osso occipitale e ponte verso il resto del corpo. Con lo sguardo sempre più ampio posso sentire l’intera persona. Così potrò ascoltare zone dove la respirazione primaria fluisce fisiologicamente come un onda e altre zone il cui flusso è diverso, non è nell’onda. Ogni struttura si adatta a modo suo alla nostra vita quotidiana.

Ma nella pausa del trattamento il corpo può ri-assestarsi con la sua saggezza.

Secondo il mio sentire, il sacro abbisogna di un contatto più immediato e vicino. Così mi sposto e lentamente avvicino le mani per un dialogo con quest’osso, intimamente collegato all’occipite tramite la colonna vertebrale e le meningi interne. Infine vado all’ascolto del “collegamento centrale” ,cosi chiamato quello tra occipite e sacro; ed in effetti è la linea centrale del nostro corpo. Le mani è come se formassero una culla,dove l’onda si adagia e fluisce con la sua bellezza e fa muovere bene l’intera persona.

E’ molto bello notare come in questo ampio ascolto il corpo avvia una integrazione complessiva pur avendo iniziato il contatto più immediato da una sola parte, l’occipite. Tutto è collegato. Sono in un viaggio nell’anatomia vivente della persona.

Dalla descrizione si nota la complessità di tale osso, in quanto collegato:

– alle ossa parietali

– alle ossa temporali

– all’osso sfenoide

– alle membrane meningee

– col collo

– con l’osso sacro con il quale forma un collegamento diretto grazie alla dura madre spinale.

Per citare le parti più immediate, ma che lo collegano al resto.

Salvatore Di Mattia

Medicina Tradizionale Thailandese – il massaggio

Nuad Bo Rarn (massaggio thailandese)

Sono parte integrante della medicina tradizionale thailandese :

– Le cure della persona, secondo la visione olistica, con l’impiego di prodotti a base di erbe officinali secondo la tradizione tramandata oralmente nel tempo;

– Il Nuad Bo Rarn, un trattamento manuale al fine di promuovere il benessere ed il rilassamento, nonché alleviare efficacemente i disturbi e i dolori;

– il Ruesri Dat Ton o esercizi di stretching (Yoga Thai), usati per preservare o migliorare la salute.

Il massaggio thailandese o thai massage (come viene altresì chiamato il nuad bo rarn) indica l’insieme di quei trattamenti il cui lavoro è eseguito lungo precise linee energetiche dette “Sen”, con la finalità di bilanciare, quindi riequilibrare il sistema energetico del nostro corpo.

I thailandesi attribuiscono la nascita del massaggio al dottor Shivago, amico personale e discepolo del Buddha, ancora oggi venerato in tutta la Thailandia.

Le Sen sono linee energetiche che attraversano il nostro corpo. Si tratta di milioni di piccolissimi “canali” d’acqua ionizzata dove passano informazioni tramite le quali le cellule comunicano fra loro. Pertanto meglio scorre l’acqua, meglio avviene questa comunicazione. Ciò è fondamentale per l’omeostasi,cioè la nostra capacità di mantenere un equilibrio interno, nonchè esterno (il nostro comportamento), al variare di condizioni esterne o interne.

Col passare del tempo sono stati creati vari stili di massaggio:

– lo stile del Nord: utilizza principalmente manovre di allungamento e posizioni di yoga, pur essendo presenti, naturalmente, le pressioni lungo le linee energetiche. Fa riferimento alla città di Chiang Mai

– lo stile del Sud : invece utilizza maggiormente le pressioni lungo le Sen, integrando con manovre di allungamento. Fa riferimento alla città di Bangkok

– Il Lanna style: sono tecniche di antichissime tradizioni rurali, che utilizzano piccoli attrezzi in leg no,foglie,corna e denti di animali, abbinati allo stile del Nord. Fa riferiemento alle province del Nord.

Il principio rimane quello di trattare il corpo ed ll suo sistema energetico.

Le pressioni hanno l’effetto di far respirare il corpo in ogni parte. Il premere e rilasciare assomiglia ad una respirazione (contrazione e ampliamento). Gli allungamenti portano una distensione di tutte le strutture . E’ un effetto di apertura nei vari punti di accesso del corpo: sopra e sotto,destra e sinistra,dietro e avanti. Ciò perchè il trattamento tratta il corpo in generale. Il massaggio crea un complessivo abbraccio che apre e fa respirare meglio l’intera persona.

Salvatore Di Mattia

La volta craniale – le ossa parietali

Le ossa parietali sono strutture pari che costituiscono gran parte della volta craniale.

Ciascun osso parietale si articola:

– medialmente con l’osso gemello,tramite la sutura sagittale;

– anteriormente con ossa frontale e sfenoide;

– lateralmente con osso temporale;

– posteriormente con osso occipitale.

Quindi il suo movimento influenza il movimento delle ossa vicine e ne è influenzato.

Facendo un viaggio all’interno dell’encefalo:

– sotto la sutura sagittale decorre il seno sagittale superiore;

– ancor più internamente troviamo la falce cerebrale (dura madre);

– ai lati della falce ci sono i 2 emisferi cerebrali,nello specifico i lobi parietali.

Il seno sagittale superiore contribuisce al ritorno del sangue venoso nel circolo ematico e,quindi, del liquor stesso tramite le granulazioni del Pacchioni,che derivano dall’aracnoide; queste ultime portano il liquor “da ripulire” nel seno e da qui andrà nel circolo ematico. Il “liquor” è un liquido che protegge il tessuto nervoso,lo nutre e ne raccoglie gli scarti metabolici.

La falce cerebrale divide i 2 emisferi cerebrali, ed è un tessuto connettivo che partecipa al movimento dell’intero sistema “cranio-sacro”.

I lobi parietali hanno loro funzioni specifiche. Per esempio la corteccia somestesica primaria, che sovrintende alla sensibilità tattile,di pressione e dolore del corpo si trova in questo lobo. Qui si trova anche la nostra propriocezione, cioè la percezione di come sta il nostro corpo, anche interno: postura,organi ,muscoli..

Il movimento non fisiologico di queste ossa può portare: ad un drenaggio insufficiente del sangue del cervello, ad una pressione eccessiva intracranica,a condizionare il movimento delle altre ossa craniche,per esempio.

Abbiamo fatto questo breve e affascinante viaggio tra le ossa parietali e ciò che ad esse è collegato, ma non dimentichiamo che il corpo è un’Unità nella quale ogni parte collabora con il resto. Ciò riguarda anche le ossa parietali.

L’operatore craniosacrale “ascolta” questa parte del cranio ma la sua visione, il suo “sentire”,deve andare oltre, cioé all’intero corpo.

Quindi ascoltiamo le ossa parietali, ma il loro “stress” può dipendere anche da zone lontane ,che andremo altresì ad ascoltare con la quiete che possiamo trasmettere.

Fondamenenti di quest’arte, secondo Rollin Becker (allievo di W.G. Sutherland),sono :

– cercare

– rilassare

– riorganizzare

L’ascolto ci porta a trovare le parti dove non vi è un ritmo fisiologico, la quiete trasmessa col contatto permetterà al corpo di riorganizzarsi secondo i suoi ritmi (bio – dinamici).

Prima del contatto di ascolto, vi è la creazione di un campo di relazione: l’operatore inizia ad ascoltare sé stesso, la sua quiete, i suoi ritmi. Solo dopo questa prima fase si orienta verso il ricevente, il quale si affida a questa relazione e alla quiete. Dopo la saggezza corporea si riorganizzerà.

Salvatore Di Mattia

La volta craniale – L’osso frontale

 

La volta craniale è composta da osso frontale e ossa parietali.

L’osso frontale, protegge il cervello – i lobi frontali più immediatamente.

Esso si articola con molte ossa:

– alle estremità laterali delle sopracciglia con le ossa zigomatiche;

– posteriormente con le ossa parietali;

– internamente con le piccole ali dello sfenoide, l’etmoide,le ossa lacrimali;

– verso il naso con le ossa nasali e mascellari;

– invece, lateralmente, con le ossa temporali a volte si tocca a volte no.

E’ un osso evidente, guardando una persona. E’ molto robusto, anche perché più facilmente a rischio traumi.

Andando verso l’interno troviamo il collegamento con altre strutture; il suo periostio si unisce ad un foglietto della dura madre,mentre l’altro foglietto durale e intimamente connesso con le altre meningi,aracnoide e pia madre,insieme alle quali avvolge il cervello – nel nostro caso i lobi frontali ,destro e sinistro. Al centro dell’osso, internamente, è inserita la falce cerebrale (dura madre), che divide i 2 lobi (uno per ogni emisfero cerebrale).

Se consideriamo il “movimento respiratorio primario”, quest’osso si espande verso l’esterno nella parte vicina alle orbite, mentre la parte centrale,sutura metopica, va verso l’interno.

Il fatto importante di tale movimento è che deve avere un’armonia con le strutture sottostanti e con le ossa confinanti succitate. Il “movimento respiratorio primario” inizia dal liquor, dalla sua circolazione, dalla sua Potenza Vitale.

Credo non sia un caso che la maggior parte di tale liquido è prodotta dai ventricoli cerebrali, che attraversano “internamente” i vari lobi. Questo liquido è “la scintilla che muove” (come diceva Sutherland) :

– i ventricoli si espandono e ritraggono

– il loro movimento respiratorio (espansione – inspirazione / restrizione – espirazione) provoca un movimento nel tessuto nervoso

– le meningi seguono,a loro volta, il movimento suddetto

– sarà naturalmente coinvolto l’osso frontale.

Se per qualsiasi motivo una di queste strutture avesse una restrizione, condizionerà il resto. Questo riguarda anche restrizioni che possono interessare le ossa confinanti.

Il principio è l’ “olismo” : ogni parte è collegata col tutto.

Ciò potrebbe anche inficiare le funzioni dei lobi frontali: il linguaggio,i movimenti corporei, tanto per fare qualche esempio.

L’operatore craniosacrale contatta con le mani l’osso frontale per “sentire” le zone che hanno un movimento ristretto. Nell’ascolto si trasmette quiete e rispetto dello spazio.

L’ “Intelligenza” corporea ritrova il suo “spazio” ed il “tempo” per ritrovare la sua fisiologica ritmicità, lasciando andare le restrizioni dovute ad adattamenti.

Essendo il corpo un Unità, la restrizione di movimento dell’osso frontale e strutture adiacenti può derivare anche da strutture più lontane, che saranno altresì coinvolte nell’ascolto.

Liquor…lo scorrere della Vita

Uno dei 5 principi di Sutherland è :

“LA FLUTTUAZIONE INTRINSECA DEL LIQUIDO CEREBRO-SPINALE”

Egli si riferisce al suo movimento lungo il corpo come una marea, contenuta all’interno delle membrane che circondano il sistema nervoso centrale.

Il liquor è un fluido trasparente, leggermente giallognolo, prodotto da un processo di filtrazione e secrezione. Detto processo avviene all’interno di tessuti specializzati, detti “plessi corioidei”. Si tratta di agglomerati di vasi sanguigni situati nelle cavità ripiene di fluido, i ventricoli.

I plessi filtrano il sangue che affluisce al cervello, aggiungendo certe sostanze come il magnesio e il cloruro mentre il potassio e il calcio vengono eliminati.

Inoltre i plessi corioidei filtrano tutte le sostanze nocive che possono essere trasportate nel sangue. Quindi la composizione chimica del liquor è diversa da quella del sangue, per mantenere il delicato equilibrio del sistema nervoso centrale, che bagna.

Nelle cavità cerebrali e nel canale spinale sono contenuti circa 150 ml di liquor e il suo volume viene sostituito (quindi prodotto e riassorbito) ogni 3 – 4 ore.

Prima di essere riassorbito nel flusso sanguigno, il liquor circola intorno al sistema nervoso centrale. Il riassorbimento avviene attraverso piccole sporgenze – i villi aracnoidei – che si trovano nei canali di drenaggio della testa, detti seni venosi. Il sistema dei seni venosi si collega alle vene, che ritrasportano il liquor riassorbito al cuore insieme al sangue deossigenato. Ma un tracciato radioattivo ha indicato anche che piccole quantità di liquor fuoriescono dalla colonna spinale attraverso le guaine di tessuto connettivo che circondano i nervi spinali. Così il liquido può passare nel resto del corpo.

Le funzioni vitali che vengono gestite dal sistema nervoso centrale dipendono dal corretto rifornimento di questo liquido.

Oltre cent’anni fa, il dottor A.T. Still, fondatore dell’osteopatia vi prestò particolare attenzione: ” Il liquido cerebro – spinale è il più nobile elemento conosciuto contenuto nel corpo umano e se il cervello non fornisce abbondantemente questo liquido, il corpo rimane in una condizione di invalidità “.

Secondo Sutherland, allievo di Still, la fluttuazione intrinseca è data dalla “Forza Vitale” contenuta in questo liquido. Per questo lo considerò la “scintilla del motore” che muove il sistema craniosacrale.

Quindi il suo scorrere liberamente è un fattore fondamentale per la salute.

 

Antico Massaggio Thailandese – Torsione lombare

Questa è una bellissima manovra che può far sentire alla persona ricevente un gran sollievo a causa dell’apertura dei tessuti corporei e delle articolazioni, specialmente alla zona lombare. La zona lombare supporta la maggior parte del peso corporeo, pertanto è sottoposta a molte sollecitazioni.

La suddetta manovra,fatta sia a destra che a sinistra, è preceduta da manovre che iniziano dai piedi, continuano sulle gambe,ginocchia,cosce,glutei : stiramenti, impastamenti, percussioni,pressioni.

Il contatto dell’operatore e le manovre aprono la strada del rilassamento generale della persona. Infatti tutto il corpo è coinvolto perché tutti i tessuti sono connessi fra loro.

Questa manovra,poi, approfondirà il rilassamento della zona lombare.

YOGA THAILANDESE

Giorno 24 ottobre 2018 terrò una lezione prova presso la Hathor Academy , via Salvati 97 – Caltanissetta., dalle 18.30 alle 19.30

Durante la lezione saranno svolte le seguenti pratiche:

– meditazione breve, per darsi il tempo di fermarsi e ascoltarsi;
– pratiche preparatorie affinché mentalmente e fisicamente ci si prepari ad effettuare le posture dello yoga thai;
– posture dello yoga, per un piacevole distensione dei tessuti corporei e apertura delle articolazioni;
– rilassamento finale.

Questa lezione vuole trasmettere il principio teorico – pratico del fermarsi e rilassarsi come modo di prendersi cura di sé stessi. Certamente un modo per vivere meglio tra attività giornaliera e giusta pausa.

 

Per informazioni:
Hathor Academy – 393 / 0942571 – 0934 / 27549

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